Europa in ritardo sui fuochi boschivi, l’allarme delle agenzie aeree e del settore assicurativo

Europa in ritardo sui fuochi boschivi, l’allarme delle agenzie aeree e del settore assicurativo

Un nuovo report, commissionato da Avincis, azienda leader nel noleggio di velivoli antincendio, dipinge un quadro preoccupante: l’Europa è “pericolosamente impreparata” a fronteggiare la crescita esponenziale degli incendi boschivi, con flotte aeree vecchie, burocrazie lente e investimenti ancora insufficienti. Nonostante i segnali d’allarme, la combinazione di cambiamento climatico, desertificazione e scarsa manutenzione del territorio moltiplica il rischio per habitat, infrastrutture e comunità.

Un’Europa “underprepared” ma cosciente del rischio

Il rapporto di Avincis, presentato a Roma in occasione di Aerial Fire Fighting Global Conference, evidenzia come le stagioni degli incendi siano sempre più lunghe, con una finestra di rilocalizzazione degli aerei da un emisfero all’altro sempre più ridotta, che riduce la disponibilità globale delle flotte antincendio. Nel 2025 la superficie bruciata in Europa ha superato il milione di ettari, con oltre l’80% dei danni concentrati in cinque Paesi (Spagna, Portogallo, Romania, Italia, Francia), e il trend appare in costante aumento.

La Commissione Europea ha già riconosciuto il problema dichiarando 2025 la peggiore stagione di incendi dalla nascita dei registri, e avviando una strategia integrata di prevenzione, preparazione, risposta e recupero, includendo il rafforzamento del parco aereo rescEU e lo sviluppo di modelli di rischio supportati dall’AI. Tuttavia, il report di Avincis insiste: gli interventi annunciati, pur virtuosi, restano insufficienti a colmare il gap di capacità aerea e a ripensare in modo strutturale la logistica degli interventi.

Flotte obsolete, logistica corta e burocrazia

Il documento rileva che la flotta europea di aerei e elicotteri anfibi a disposizione per gli incendi è invecchiata, con capacità produttive limitate e tempi di consegna troppo lenti per rispondere a un aumento di domanda che cresce più rapidamente della capacità di offerta, soprattutto nei picchi estivi. Gli investimenti pubblici complessivi restano sotto il livello necessario per gestire scenari climatici più estremi, con Spagna e Portogallo fra i Paesi maggiormente segnati da aree in fiamme, mentre altri contesti nordici vedono emergere nuovi fronti di rischio.

Parallelamente, burocrazia e lente procedure di certificazione tecnica e di licenze per piloti rallentano la messa in campo di nuove capacità: il report chiede quadri di acquisto collettivi, maggiore flessibilità normativa e il lancio di linee di produzione aggiuntive per aerei antincendio, come i DHC‑515, di cui l’UE ha già finanziato l’acquisto di 22 esemplari con 600 milioni di euro, con consegne tra il 2027 e il 2030. Una tempistica che, secondo gli esperti, mostra un’accelerazione tardiva rispetto alla crescita immediata del rischio.

Il ruolo delle assicurazioni e della resilienza

Il settore assicurativo, già segnato da costi sempre più alti per danni legati a incendi e eventi climatici estremi, osserva con crescente attenzione l’evoluzione del rischio incendiario, in particolare sulle periferie urbane, sul patrimonio agricolo e sull’immobiliare costiero. Senza una migliore gestione forestale, riduzione del combustibile vegetale, politiche di prevenzione e investimenti in infrastrutture antincendio, la protezione assicurativa tende a diventare più selettiva, con premi più elevati e coperture limitate per le zone a rischio elevato.

Proprio per questo, il rapporto di Avincis e le nuove strategie UE trovano un terreno in comune: la necessità di restaurare e preservare gli ecosistemi, migliorare la pianificazione territoriale e dotare la risposta aerea di una struttura robusta, scalabile e tempestiva. Mentre le compagnie aeree e le autorità europee parlano di volare più in fretta e più in alto, i mercati assicurativi invitano a non dimenticare che il rischio inizia a terra, nella gestione dei boschi, delle aree rurali e delle infrastrutture vulnerabili.


Fonti utilizzate:

 
 
 
 
 

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